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Quest''anno il nostro gruppo si è arricchito di tanti nuovi amici animati dal desiderio di vivere un esperienza di pellegrinaggio come questa.Lodo, in particolare, si è offerto di scrivere il diario dei primi giorni. Personalmente sono stato molto toccato da queste parole e spero che possano essere apprezzate anche da tutti voi. Buona lettura ....

Andare o non andare ???

Mi ricordo l’anno scorso quando, ancora in inverno, Lele, CP (Capo Pellegrino), mi scrisse tra lo scherzo e il serio “questa estate andiamo a Colonia?”.La risposta è stata CERTO. Chissà se CP diceva sul serio ma io ero carico e incosciente... si và.Oggi ripenso ad allora con imbarazzo; io, 46 anni, con moglie, 3 figli e non proprio in salute con una banda di ragazzotti trentenni, in giro in bicicletta per l’europa.Mia moglie, che mi ha tolto la parola per settimane e il mio medico che mi diceva tutte le volte “NO"L’allenamento procedeva e piano piano cresceva il fiato. Ma col fiato crescevano anche i problemi organizzativi: percorso, logistica e equipaggiamento erano molti dei nostri pensieri ma piano piano, con l’aiuto di internet, degli amici e degli interpreti il programma prendeva corpo.<br>Saremmo partiti ai primi di agosto in4 o 5 per poi essere raggiunti da una decina di probi lavoratori nel cuore della Germania.Mancava solo un poco di rodaggio per affiatarci e così a fine giugno ci siamo testati con una gita a Mantova (90km) percorso ritenuto medio per il nostro pellegrinaggio. Tutto ok. Pronti? Si parte.

Sassuolo
Giovedi 4 agosto 2005

Il nostro pellegrinaggio incomincia. Ci troviamo tutti alla celebrazione della messa delle 19 in parrocchia e finalmente capiamo che il giorno dopo partiamo in 7. 3 over 40 (anni) e over xxx(chili) e quattro highlander destinati ad arrivare fino alla meta finale. Ma ancora forse non capisco cosa mi (ci) attende. A domani.

Sassuolo - Pescantina (Verona)
Venerdi 5 agosto 2005
Mentre tutto il mondo parte per il mare noi partiamo verso Pescantina (VR). Percorso previsto 120 km ma siamo carichi. Preghiera, foto di gruppo scattata dalla moglie e via. Il parroco (DON ROBERTO) subito in fuga sullo stradone di Rubiera. Ma poi piano piano ci prendiamo le misure e abbastanza agevolmente arriviamo a Mantova dove facciamo tappa per mangiare sui laghetti vicino al centro. Nella mattinata cominciano a uscire le anime dei miei compagni di viaggio, anche di quelli che, non conoscendoli, mi erano più estranei. E scerzando, faticando, parlando e sopportando comincio ad apprezzare la parte che più temevo di questa esperienza: i rapporti personali. Andrea, il vicino non conosciuto, Gianlu il capo scout esuberante, Checco che non conoscevo e che alla fine sarà soprannominato pellegrino poeta per le sue considerazioni spiazzanti, CP che ha fatto di uno sport un metodo di aggregazione e di formazione anche per adulti, Paolo che da anni conosco e non finisce mai di stupirmi anche per la sua generosità e don Roberto che sarà una certezza per alcune cose e una scoperta nei gesti atletici. Piano piano cominciamo ad essere gruppo, piano piano perdiamo i pezzi di quella corrazza che ogni giorno abbiamo, PIANO PIANO PERDIAMO I RAGGI (PORCA L’OCA).A 10km da Pescantina rompo due raggi e mi devo fermare, con la compagnia di CP a riparare il danno.Quando arriviamo a destinazione il morale è comunque alto e la festa che troviamo nella casa della diocesi di Verona che accoglieva ragazzi sudamericani in avvicinamento a Colonia ci mette definitivamente in rotta pellegrina.Per la cronaca i km a sera sono 145 (e non 120)... Va beh!

Pescantina (Vr) - Trento
Sabato 6 agosto 2005

Alzata veloce e lodi.Abbiamo davanti una magnifica giornata. Partiamo ma le gambe faticano a prendere il giro.Dopo poco imbrocchiamo la ciclabile che ci porterà a Trento facendoci gustare, oltre che la fatica, paesaggi che non avevo mai visto anche se ho percorso decine di volte l’autostrada che è lì vicino. Siamo definitivamente IN CAMMINO verso Colonia. Tutti. Anche chi come me sa già che non arriverà all’incontro con il Papa. Stiamo diventando un gruppo e...NON E? POSSIBILE!!! Altri due raggi. Arriviamo in parrocchia a Trento e io parto alla ricerca di un meccanico.I chilometri dovevano essere 80 e sono realmente 92Per me 110 perché il sabato pomeriggio di agosto trovatemelo voi un meccanico aperto.La sera passa velocemente a tavola, una birretta per conoscerci poi tutti a letto. La stanchezza si comincia a sentire sia nelle gambe che nelle vie respiratorie (vedi roncopatia)

Trento - Bressanone
Domenica 7 agosto 2005

Ripartiamo ma con calma. Prima sosta dopo le lodi è a 20 (venti) metri in pasticceria dove troviamo una pattuglia della stradale che, saputo da dove veniamo, dove andiamo, e il nostro programma del giorno se ne và di pattuglia in autostrada certa che non troverà gente messa peggio di noi. Dopo poco CP incorre nel primo vero incidente del nostro viaggio e cade (aiutato forse da Andrea).Ma la strada è lunga e bisogna andare. La ciclabile ci permette di gustare il viaggio e prima di Bolzano, da bravi pellegrini, troviamo anche il tempo di recitare un “rosario pedalante”.Ma nella salita a Bressanone la fatica accumulata mi comincia a pesare. E gli altri? Sembrano freschi come rose. Sono proprio scarso.Finalmente a Bressanone. Ci laviamo e ci prepariamo uscire. Dopo la messa in duomo andiamo a cena alla sagra della parrocchia. Intanto ci ha raggiunto in macchina Don Sergio e passa con noi la serata.Ormai non teniamo più conto di quanti km dovevamo fare. Non serve. Sono sempre un 15/20% in più del programmato

Bressanone - Innsbruck
Lunedì 8 agosto 2005

Dopo un breve trasferimento al convento di Novacella, e dopo le lodi, partiamo alla volta di Vipiteno.Ma dov’è il caldo di agosto che doveva stroncarci? Qui fa freddo.Nella valle ci perdiamo tutti ma quando arriviamo in centro a Vipiteno troviamo il buon don Sergio che ci fotografa, e ci offre l’unica cosa di caldo che c’è nella piazza; la sua risata.Dopo la sosta in bar cominciamo la salita al Brennero. Sono pochi chilometri ma la stanchezza accumulata si sente (e anche la sella non aiuta) ma alla fine, con l’aiuto di Paolone, arrivo al Passo.La nostra gioia al confine è grande e mi ricorda l’emozione di quando bambino ho attraversato per la prima volta il confine italiano. Passavo per la prima volta in bicicletta il confine.Poi via in discesa verso Innsbruck, con un occhio alla strada e l’altro ai monti austriaci.Paolo questa sera ripartirà verso casa e un poco del gruppo ci verrà a mancare.

Innsbruck - Fussen
Martedì 9 agosto 2005

La valle dell’Inn fino a Telfs. Poi ci dividiamo. Io come promesso a casa a mia moglie prendo un mezzo di trasporto fino al Fernpass. E mentre li sorpasso guardo invidioso i miei amici che arrancano . Poi tutto il giorno solo verso Fussen, il primo paese in Germania. Qui veniamo ospitati presso il convento francescano dove sperimentiamo una ospitalità tedesca che ci accompagnerà per tutto il viaggio.Da domani percorreremo una delle più famose piste ciclabili d’Europa. La romantiche strasse.

Fussen - Landsberg
Mercoledì 10 agosto 2005

La messa nel convento è piena di buoni propositi per il futuro (anche immediato) e CP da vero capo ci obbliga a un momento di verifica.Visitato Fussen e i suoi celebri castelli partiamo per Landsberg am Lech. La rivolta dei pellegrini semplici cova fin dal mattino immortalata nella foto com maglia rovesciata. CP sceglie di seguire la ciclabile e ci ritroviamo a fare un percorso che non avevamo previsto così impegnativo.Sembra di fare una gita sui colli bolognesi in un susseguirsi di discese e salite che stroncano.Ma poi a Landsberg troviamo accoglienza in casa di una famiglia che ci ospita e ci prepara una cena che tutti noi apprezziamo. Anche “Paolo di Padova” che ci ha raggiunto in treno proprio a Landberg e da domani pedalerà con noi.

Landsberg - Donauworth
Giovedì 11 agosto 2005
Partiamo verso Donauworth. Ad Augsburg, bella cittadina della romantiche strasse, che fu nel 500 centro nevralgico della riforma protestante di Martin Lutero, don Roberto sale come previsto in treno per tornare a casa. E’ un altro pezzo del nostro gruppo che ci lascia. Ma non c’è tempo per intristirsi. Ripartiamo.

Arrivato a Donauworth ho una personale folgorazione (tipo via di damasco): domani non pedalo neanche se mi corre dietro un cane. La foto mia sul Danubio non lascia dubbi: ho dato!Ma la serata ci offre Checco in versione poeta (è stanco anche lui) e Paolo di Padova intavola una personale lotta con il menu rigorosamente in tedesco. Chiamo Paola e le chiedo se arriva un giorno prima a recuperarmi a Rothenburg ab Tauber per iniziare la nostra vacanza in Germania.

Donauworth - Rothenburg
Venerdì 12 agosto 2005
Triste risveglio mentre facciamo colazione e poi recitiamo le lodi. Ho mille ripensamenti se seguire il mio istinto o il mio orgoglio e ripartire.Ma ormai ho deciso e lasciati i compagni di viaggio vado in stazione e (faticosamente) faccio il biglietto per RothenburgIl viaggio in treno mi permette di digerire le emozioni che da giorni vivo e che per molto tempo mi porterò dentro. Ma non è ancora finita la giornata.Trovato alloggio per la sera aspetto i pellegrini che arrivano da più di 100 km, qualche problema meccanico ...e non solo (vedi foto). La sera parte in modo particolare. Ci informano che fuori paese si svolge una festa di giovani e quindi ci avviamo. Impariamo poi di essere capitati al Taubertal Open Air Festival 2005 a ROTHENBURG, una specie di Woodstock dei giorni nostri Rapido dietro front e ricerca della cena. Questa sera vince Paolo che ci porta in un ristorante italiano gestito da italiani con cuochi italiani e menù... in tedesco, ma tradotto dal proprietario on line.Poi caffe italiano in un bar italiano ....Intanto tramite telefono Telma & Louise (Paola e Annalisa)ci annunciano il loro arrivo per domani

Rothenburg - Wertheim
Sabato 13 agosto 2005
Cittadina piena di turisti durante il giorno ci dà il buon giorno che solo in quel momento apprezziamo. Vie vuote, scorci di case che durante il giorno si perdono dietro palloncini e tabelloni pubblicitari.Finalmente Paola e Annalisa arrivano e purtroppo “stacco la medaglia”.Ci troveremo a Lauda per l’arrivo degli altri pellegrini e poi a sera a Wertheim in una celebrazione che per me ha il sapore della fine di una esperienza